
L’atipica antologia curata da Luigi Socci costituisce l’emanazione a stampa della II edizione del Festival Adriatico Mediterraneo (tenutosi ad Ancona nel settembre del 2008), come versante poetico di un importante e articolato progetto culturale di respiro internazionale che ambisce a promuovere e cementare il dialogo e l’integrazione tra i Paesi del bacino Adriatico-Mediterraneo e quelli Balcanici, nel pieno rispetto e nella valorizzazione delle singole identità geopolitiche e sociali.
La raccolta, necessariamente parziale e provvisoria, riunisce infatti – in versione originale, italiana e inglese – i testi recitati dai rispettivi autori durante l’occasione ludica e spettacolare, mirata ad accorciare quanto più possible la distanza tra autori di poesia e pubblico (ma in questo caso anche tra gli stessi autori), del Poetry Slam delle due sponde che ha animato una delle serate del Festival. Sintomatica, e significativa, nell’ambito delle finalità del progetto complessivo, la scelta degli otto poeti partecipanti alla “sfida di versi”, e successivamente inclusi nell’antologia. Tre gli italiani in gara, tutti già largamente conosciuti e riconosciuti nel panorama della migliore poesia italiana attuale, selezionati con acuta lungimiranza in virtù senz’altro del loro comune carattere aperto alla multiculturalità, allo scambio tra diverse realtà letterarie e sociali: Elisa Biagini, che ha all’attivo una lunga esperienza di insegnamento negli Stati Uniti – è stata tra l’altro curatrice di una recente e importante antologia di poeti americani per Einaudi – Andrea Inglese, fortemente impegnato anche come critico e traduttore di numerosi poeti francesi contemporanei, e Luigi Nacci, triestino e perciò poeta di frontiera per sua stessa costituzione, presente tra gli animatori di Absolute Poetry e attivo soprattutto nella promozione della giovane poesia spagnola e slava. I poeti originari della riva opposta del bacino Adriatico-Mediterrano qui antologizzati rispondono invece ai nomi dell’italo-iraniano Nader Ghazvinizadeh, la croata Ana Brnardić, l’albanese Arben Dedja, la slovena Stanka Hrastelj, il bosniaco Senadin Musabegović. Autori accomunati da un dato biografico che li vuole tutti giovani e titolari di vari percorsi di studio e lavoro umanistici (fa eccezione Dedja, specializzato in Chirugia e ricercatore scientifico, a lato della sua proficua attività letteraria)– come del resto gli italiani – e provenienti da realtà in diverso modo segnate dall’esperienza del conflitto, del dolore e della migrazione. Temi che si riflettono, insieme ad uno sguardo vivissimo e aggiornato sugli scenari urbani, i rapporti interpersonali, la condizione individuale moderna, nella produzione lirica di ciascuno, immersa nell’inquieta contigenza storica dell’Europa dei giorni nostri. Con Superfast Poetry s’inaugura la nuova collana editoriale di testi a fronte, diretta per peQuod dallo stesso Socci, intitolata Le Mappe di Adriatico Mediterraneo.
Cristina Babino
(apparso su Poesia, Crocetti, feb. 09)
Superfast Poetry
A cura di Luigi Socci
Pequod, Ancona, 2008
Pagg. 112, euro 12